Italia nella storia: battuti gli Stati Uniti

ITALIA NELLA STORIA: BATTUTI GLI STATI UNITI

 

 

 

 

 

 

L’Italia gioca la partita perfetta e batte (6-2) gli Stati Uniti.

E’ la prima volta che gli azzurri sconfiggono una selezione americana di professionisti e, in generale, il successo contro il Team USA mancava all’Italia dal Mondiale olandese del 1986. Va enfatizzato che gli Stati Uniti hanno di gran lunga il miglior staff di lanciatori del torneo e va detto ad alta voce che la prestazione dell’attacco azzurro, capace di approfittare praticamente di ogni occasione, è da incorniciare.

Il Team USA ha giocato male in difesa, mentre l’Italia da questo punto di vista è stata perfetta. In particolare si è segnalato Santora, che ha dato sicurezza a tutto il diamante e al terzo, nell’unica occasione in cui gli americani potevano portarsi in vantaggio, ha ottenuto un out fondamentale con una giocata di grande classe dietro il cuscino di seconda.

Il partente D’Angelo è sceso con gli azzurri in vantaggio 3-2 e i suoi rilievi (Corradini, Panerati, Cillo, Di Roma e Ferrari) hanno portato la gara al nono per il ‘closer’ Maestri senza concedere punti.

Il ‘prospetto’ dei Cubs di Chicago ha riempito le basi ma ha poi chiuso la partita mettendo al piatto Jayson Nix, bomber da media .292 in Triplo A quest’anno con i Rockies. Ancora un concetto va espresso ad alta voce: dei 7 lanciatori azzurri che hanno battuto il Team USA, ben 3 (D’Angelo, Panerati e Maestri) sono espressione dell’Accademia di Tirrenia. Panerati, classe 1989, si è permesso il lusso di mettere al piatto il ‘lead off’ americano Rasmus, che quest’anno ha battuto 29 fuoricampo per St. Louis in Doppio A.

L’Italia è passata alla seconda ripresa e ha mantenuto il vantaggio fino alla fine. Il partente americano Outman (Doppio A con i Phillies) ha iniziato tirando bombe da 96 miglia all’ora ma con poco controllo. Al primo, dopo aver concesso 2 basi ball, si è salvato facendo battere in doppio gioco De Biase. Al secondo, con 2 out, ha concesso 2 singoli in fila a Chapelli e Camargo e poi ha pagato una giocata poco convinta dell’interbase Bixler, che non ha caricato bene la battuta a terra di Zileri ed è stato tradito da un rimbalzo falso. Chapelli ha così segnato il primo punto e le valide di Santora e Dallospedale hanno fissato il punteggio sul 3-0. La reazione americana non si è fatta attendere. Al cambio campo, l’esterno sinistro Ruggiano ha battuto la prima valida del Team USA contro D’Angelo, un lungo fuoricampo a sinistra. Con un out, Bixler ha sorpreso la difesa azzurra con un ‘drag bunt’, ma si è fatto poi eliminare su un pick off in prima. Si rivelerà una giocata fondamentale.

L’esterno centro Rasmus ha, subito dopo, battuto un doppio a destra e, dopo che D’Angelo ha colpito Nix, ha segnato sul doppio a sinistra del prima base Laroche (35 partite in Grande Lega con i Dodgers). Il designato Young ha battuto una rimbalzante verso il cuscino di seconda, ma ha trovato sulla sua strada una gran giocata di Santora, che ha chiuso l’inning col tiro in prima. Gli americani arriveranno solo altre 3 volte in posizione punto prima del nono inning, sempre con 2 out: al sesto contro Cillo (strike out l’esterno destro Colvin), al settimo ancora contro Cillo (battuta di Rasmus su Dallospedale), all’ottavo con un doppio di Young contro Di Roma (Ferrari arriva dal ‘bull pen’ e fa battere il terza base Longoria su Santora). Al quarto l’Italia ha invece segnato gli altri suoi punti. Il rilievo Blevins (Triplo A con gli A’S) ha pagato a caro prezzo un errore di Bixler sulla battuta di Camargo. Quando, con un out, ha passato in base Santora, gli americani hanno chiamato dal ‘bull pen’ Shell (partente di Triplo A per gli Angels). Santora e Camargo sono avanzati con una doppia rubata e Dallospedale, sotto di 2 strike nel conto e con il diamante americano che giocava in posizione canonica, ha intelligentemente toccato una rimbalzante sul seconda base per il 4-2. Il quinto punto è arrivato sul singolo a destra di De Biase e il sesto è entrato su un terrificante doppio di Chiarini dietro l’esterno centro.

Alessandro Maestri è salito sul monte al nono con 4 punti di vantaggio.  Sul primo lancio, Colvin ha battuto una rimbalzante verso il cuscino di seconda e Santora lo ha eliminato da par suo. Maestri poi ha attraversato un momento difficile col controllo e passato in base Ruggiano e il catcher Jaramillo. Arrivato ad 8 ball consecutivi, Maestri ha recuperato il conto sul ‘pinch hitter’ Pearce (23 partite in Major League) e lo ha fulminato con una palla veloce da 93 miglia all’ora.

La base (con contorno di un paio di chiamate dubbie dell’arbitro capo canadese Davis) a Rasmus ha riempito i cuscini per Nix, contro il quale Maestri è andato rapidamente in vantaggio.

Una bomba da 94 miglia del pitcher di Viserba ha mandato a vuoto il seconda base americano e fatto esplodere il ‘dug out’ azzurro.

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