Italia perde con Cuba

L’ITALIA CEDE A CUBA MA GIOCHERA’ COMUNQUE PER IL TERZO POSTO

La nostra nazionale passa per prima, ma non resiste al ritorno dei detentori del trofeo. Battendo Taiwan, l’Olanda conquista il diritto a giocare la finale e relega i padroni di casa alla gara per il bronzo, nella quale se la vedranno con gli azzurri

L’Italia culla per metà partita il sogno di ottenere la prima vittoria della sua storia contro Cuba. I detentori del trofeo ribaltano il punteggio (5-3 il finale) in un solo attacco (il quinto) e volano in finale imbattuti. Agli azzurri resta la grande soddisfazione di accedere comunque alla finale per il terzo posto, nella quale ritroveranno Taiwan. I padroni di casa sono stati battuti (5-3 al decimo) dall’Olanda, che quindi contenderà a Cuba il trofeo, come già accadde nel 2006.

Cuba lascia in panchina un paio di big come Pestano e Cespedes e anche nell’Italia c’è una novità, visto che De Simoni è preferito a Chapelli all’esterno sinistro.
Il partente cubano Vladmir Garcia mostra una gran palla veloce, ma è tutto tranne che continuo nella zona dello strike. L’Italia prima lo punzecchia, poi passa al quarto. L’inning è aperto da una clamorosa cantonata dell’arbitro ceco Kukhanek, che vede in foul una battuta di Ramos che, con tutta evidenza, ha sollevato una nuvoletta di gesso dalla linea. Ma agli azzurri bastano comunque le valide di Angrisano, Infante e Vaglio. Il singolo del rookie porta a casa 2 punti e il seconda base del Grosseto è poi il terzo out in terza, fulminato dal braccione dell’esterno centro Duvergelsingolo di Zileri.
Al quinto i problemi di controllo costano a Garcia altre 2 basi ball. Quando Ramos tocca un singolo, Cuba chiama dal bull pen l’esordiente Hinojosa. Si tratta di un pitcher che ha un curioso curriculum: solo 2 gare lanciate a livello internazionale e 2 perfect game, per quanto contro Sri Lanka e Hong Kong. In effetti le qualità ci sono: si fuma al piatto Angrisano ed Infante, ma con un lancio pazzo permette all’Italia di segnare il terzo punto.

Dopo 4 riprese di stenti (swing esagerati sui lanci off speed) contro un buon Tiago Da Silva, come spesso gli accade Cuba cambia marcia all’improvviso. Il catcher La Rosa apre il quinto con un singolo interno, poi l’interbase Reyes spara un doppio contro la recinzione che vale il primo punto e costa a Da Silva la sostituzione con D’Amico.
Il rilievo azzurro viene sorpreso dal drag bunt di Duvergel, subisce un singolo dal seconda base Olivera e concede 4 ball all’esterno destro Bell. Il singolo del designato Malleta permette a Cuba di ribaltare la situazione e sulla lunghissima volata dell’esterno sinistro Urgelles arriva il quinto punto. Malleta in prima, visto partire il proiettile, era per altro scattato deciso verso la seconda senza fare i conti con Chiarini. Con un tuffo dei suoi, il capitano azzurro raccoglie al volo la battuta e trova lo spazio per assistere a Vaglio, dal quale parte il tiro verso la prima che chiude il doppio gioco.
Alla panchina azzurra il segnale arriva comunque forte e chiaro e Cicatello prende il posto di D’Amico.

Il bull pen italiano (lanceranno anche Pizziconi e Maestri) non concede più nulla e l’Italia arriva a spaventare Cuba al nono. Con 2 out, Granato tocca un singolo e Chiarini si presenta nel box come potenziale punto del pareggio. Colpisce bene il primo lancio di Hinojosa, ma una magia di Gourriel in terza ferma la battuta. Il tiro della stella cubana in seconda chiude la partita.

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