
Era il 16 novembre 2024 quando sei stato eletto nuovo presidente FIBS. Che bilancio trai dopo questa prima esperienza al vertice del movimento italiano di baseball e softball?
Quest’anno è servito soprattutto per capire al meglio le dinamiche federali e approfondire ancora di più il rapporto con le squadre di tutte le categorie proprio per mettere in cantiere il percorso del futuro. L’inizio è stato in salita per diverse vicissitudini che sono a conoscenza di tutti, ma non ci siamo persi di animo e abbiamo cercato di svolgere tutta l’attività che ci è stata possibile fare.
Quali sono stati a tuo avviso i principali risultati raggiunti e quali le sfide più significative che ha dovuto affrontare in questo primo anno?
Le sfide non sono mancate e la più complessa è stata confrontarsi con risorse molto limitate, criticità strutturali e un contesto sportivo sempre più competitivo in cui attrarre nuovi praticanti è molto difficile a causa del calo demografico. Questo primo anno è servito soprattutto a porre basi solide e a tracciare una direzione chiara, avviando un percorso strutturato che mette al centro formazione, sviluppo giovanile e crescita del movimento. In questo quadro si inseriscono iniziative concrete come i progetti della Pitching School Softball e Baseball, in particolar modo grazie all’ottimo lavoro svolto dai due responsabili Greta Cecchetti e Alessandro Maestri, che hanno riscosso grande interesse e successo e che sarà implementato e diffuso nel 2026. Molto resta da fare, ma il cammino è iniziato: l’obiettivo ora è trasformare quanto impostato in risultati sempre più concreti, continuando a lavorare insieme con realismo, passione e senso di responsabilità.
Qual è la tua visione sul futuro della Federazione?
Siamo consapevoli che una delle sfide decisive sarà quella di sostenere e migliorare la qualità dei nostri impianti e dei servizi che offriamo. Operiamo in un contesto di forte competizione insieme alle altre discipline sportive e, per questo, dobbiamo saperci distinguere ed essere sempre più attrattivi agli occhi di famiglie, giovani e quindi anche di potenziali nuovi praticanti. Per questo ritengo che impianti più accoglienti e sicuri non rappresentino solo strutture migliori, ma siano la chiave per offrire un’esperienza più coinvolgente e positiva a chi sceglie di avvicinarsi alle nostre discipline. Sono consapevole che nella realtà quotidiana molte società non dispongono delle risorse economiche necessarie per affrontare investimenti strutturali importanti. Proprio per questo ritengo fondamentale valorizzare ciò che è alla nostra portata. Mi riferisco ad esempio ad una maggiore attenzione, cura e manutenzione costante degli impianti che si possono ottenere grazie all’organizzazione, all’impegno condiviso e allo spirito di comunità. Anche piccoli interventi, che a volte non vengono nemmeno presi in considerazione proprio perché ritenuti “piccoli”, se portati avanti con continuità e responsabilità, possono incidere in modo significativo sulla percezione della qualità e sull’esperienza complessiva offerta. Non è un caso che sono molto favorevole e apprezzo molto quelle realtà che stanno facendo squadra, condividendo esperienze e idee, per dar vita a sinergie e crescere insieme. Riuscire a farlo è un’ottima cosa perché viene messo a disposizione di tutti l’esperienza del singolo. Solo in questo modo possiamo rendere i progetti più sostenibili, rafforzare il senso di appartenenza e costruire insieme una crescita solida e duratura.
È stato varato il nuovo format del campionato serie A 2026 con 10 squadre alla Serie A Gold e 24 nella Serie A Silver. Quali motivazioni dietro la scelta del nuovo format e quali sono punti di forza ed eventuali possibili criticità.
Sin dalla campagna elettorale avevamo mostrato qualche perplessità sulla vecchia struttura del campionato a 32 squadre. Le motivazioni erano diverse, tra cui una scarsa competitività per tutte le squadre partecipanti, sia quelle più blasonate che per le altre con il risultato che nessuno poteva crescere il proprio livello di gioco. Dopo la stagione 2025, abbiamo così proceduto con la suddivisione in Serie A Gold e Silver, a seguito anche di diversi incontri con le società partecipanti. Per la Serie A Gold abbiamo deciso per questa formula con la suddivisione in due gruppi e una fase di intergirone oltre ai playoff perché il girone unico a 10 squadre avrebbe previsto 22 fine settimana più le eventuali soste per le Nazionali e sarebbe stata una soluzione più costosa per i club. Le risorse sono purtroppo limitate per tutti e le finali che si giocavano a ottobre di una volta non sono più possibili. Contiamo dal 2027 di poter reintrodurre anche la terza partita. La criticità maggiore riguarda sicuramente le squadre che si classificheranno al quinto posto del girone che finiranno troppo presto. Sulla Serie A Silver puntiamo molto quale serbatoio e sviluppo del talento nostrano. La possibilità di giocare tante partite è sicuramente nella direzione che crediamo possa dare le giuste opportunità a tanti ragazzi meritevoli per prepararsi bene alla serie maggiore senza bruciarsi. Credo anche che il giusto numero sia 20 squadre per elevare ancora di più la qualità.
E’ questa a tuo avviso la formula ideale oppure potrebbero esserci, in prospettiva, evoluzioni per renderla ancora più appealing?
Questo è sicuramente un primo importante passaggio verso il campionato che avevamo in mente e che siamo sicuri potrà dare dei buoni risultati per tutto il movimento. Nel corso degli incontri con le varie squadre abbiamo a lungo parlato anche della possibilità di poter scegliere dalle squadre che finiscono settimana dopo settimana la stagione i migliori giocatori italiani (cosiddetti pick-up players), non solo per alzare ancora più il livello, ma anche per permettere agli stessi atleti di giocare partite molto competitive che altrimenti non giocherebbero. Questa potrebbe essere anche una buona opportunità anche per le ragazze del softball. Insieme a questo discorso più tecnico, è importante che il vero obiettivo sia lavorare sulla creazione di occasioni di contorno rispetto al solo evento sportivo. Diverse squadre si sono mosse in questo senso nel 2025 e i risultati, sia di presenza al campo che anche di guadagno economico per i club, sono stati interessanti.
Parliamo di nuovi impianti. Quello del Kennedy di Milano si prevede che possa diventare sempre più nevralgico per le attività federali, Academy ed eventi. Quali sono i piani per lo stadio meneghino?
Prima di tutto sicuramente quello di riuscire a finire al più presto tutti i lavori in modo tale così da poterlo avere a disposizione e agibile per eventi. Il Comitato Regionale FIBS Lombardia è molto attivo, sta facendo ottime cose e sono certo che insieme a loro potremo dare vita a tante iniziative di spessore.
Capitolo Nazionali. Come giudichi il 2025 delle squadre azzurre?
Su questo fronte, il bilancio è sicuramente molto positivo. Il softball ha vinto nuovamente il campionato Europeo al termine di un torneo molto competitivo in cui le nostre ragazze hanno brillato per qualità tecnica, carattere e spirito di squadra. Grande merito va dato allo staff tecnico capitanato da Craig Montvidas per un risultato che ci rende fieri e ha dimostrato quanto sia forte il nostro movimento. Per il baseball, invece, c’era ovviamente da dar vita a un nuovo progetto dopo il deludente nono posto nel 2023, che era stato un risultato davvero da dimenticare. Abbiamo deciso di puntare sui nostri giovani e sugli atleti che giocano nel nostro campionato. Il risultato è stato davvero importante: dopo un torneo praticamente perfetto è arrivata una medaglia d’argento ottenuta al termine di una rocambolesca finale persa per 6-5 contro i Paesi Bassi, pieni di veterani ex Major League e Leghe Minori. Anche in questo caso penso che grande merito vada dato, oltre ai ragazzi, anche all’intero staff tecnico guidato da Francisco Cervelli che ha svolto un lavoro capillare viaggiando in tutta Italia e in tutte le categorie per trovare i giocatori più adatti a far parte di questo percorso. La passione e la dedizione mostrata da tutta la rosa ci fa capire che la strada intrapresa è quella giusta. Siamo davvero contenti per l’ennesimo grande trionfo anche della Nazionale del Baseball per Ciechi che hanno vinto il titolo Europeo a Nettuno in un insieme di emozioni che ti posso dire mi porterò sempre dentro di me. Continua a crescere il Baseball5 che all’Europeo Élite ha centrato un ottimo quinto posto, grazie al prezioso lavoro svolto dal manager Balla e dalla sua rosa. L’obiettivo da parte della FIBS è quello di continuare la ricerca per il reperimento delle risorse per far cresce l’attività e ridurre, passaggio dopo passaggio, il divario dalle Nazioni come Francia, Turchia, Lituania che per prime hanno creduto in questa disciplina e che quindi sono più avanti di noi.
A fine anno ci sono in genere i buoni propositi per l’anno venturo: quali sono gli obiettivi per il 2026?
Sono obiettivi rivolti verso il miglioramento del nostro movimento. Sono ormai tanti mesi che cerco di andare a vedere come si lavora sul territorio e capisco le tante difficoltà che le nostre squadre, a tutti i livelli hanno. Dopo aver analizzato il rapporto del Censis, che ha effettuato uno studio per il Coni, un po’ tutte le Federazioni soffrono del calo demografico pur mantenendo, a livello internazionale, una qualità straordinaria. Ecco credo che dobbiamo assolutamente riuscire a confermare a livello numerico i tesserati che abbiamo prima di poter pensare ad aumentare i nostri numeri. Anche per questo stiamo spingendo molto sul Baseball5 e sulla possibilità di diffonderlo anche tra i non addetti ai lavori.