Alex Liddi pronto per il 2013

ALEX LIDDI PRONTO PER LA NUOVA STAGIONE

“Sono forse più carico all’idea del World Baseball Classic con la nazionale” spiega il giocatore dei Seattle Mariners in questa intervista. L’azzurro fa un bilancio degli ultimi anni, guarda al sè stesso minorenne, tiene vivo il legame con le sue origini e confida: “Mi sentirò arrivato solo alla decima stagione consecutiva in Major League…”. E’ on line anche la versione video. Contiene le immagini del grande slam di Alex

Riccardo Schiroli intervista Alex Liddi. Alex Liddi anche quest’anno ha eletto Tirrenia a sede del suo lavoro (tecnico e atletico) di off season.

Alex Liddi (Ben Van Houten/Seattle Mariners)

Il giocatore dei Seattle Mariners è arrivato presso il centro CONI, sede dell’Accademia FIBS, nella terza decade di ottobre ed è ripartito il 26 novembre. Lo abbiamo incontrato durante la pausa per il pranzo di una normale giornata di lavoro. Alex, quest’anno non giocherai nella Lega Invernale del Venezuela: “No, è stata una mia richiesta. Mi avevano chiesto di giocare, ma ho deciso di concentrarmi sulla nuova stagione con i Mariners. La seconda settimana di febbraio inizierà lo Spring Training”.Se ripensi all’Alex minorenne e alla sua prima esperienza americana e lo paragoni con l’Alex di oggi, cosa ti viene in mente? “Che è tutto diverso. Oggi sono un’altra persona.

E’ stato a volte difficile, andare avanti, ma era un’esperienza che valeva la pena essere vissuta”.Hai detto che a volte è stato difficile. In che senso? “I primi anni la paga è piuttosto bassa, quindi ti devi adattare a vivere con altri. E’ una grande esperienza di vita, perchè ti fai tanti amici. Ed è molto utile, perchè trovi anche tanti nemici”. Nemici? “Sì, gente che vuole il tuo posto e magari non è sincera con te. Ma nella crescita di un uomo, è importante imparare a conoscere le persone. Ci sono stati momenti in cui ho pensato di dire basta, ma per fortuna la mia famiglia mi è stata molto vicina. Il mio secondo anno è stato brutto, ma l’ho superato.

E adesso posso dire che un brutto anno ti aiuta a capire cosa devi fare. Così ora i momenti difficili durano qualche settimana, non una stagione”.Quindi, adesso va tutto bene: “Adesso mi trattano quasi come se fossi un altro americano. D’altra parte, avendo passato i miei anni da teen ager negli Stati Uniti, ho assorbito le loro abitudini e adesso in America sono a mio agio. La mia situazione economica è molto migliorata e vivo da solo a Seattle, adesso che me lo posso permettere”. Parlaci di Seattle, una città che è un mito della qualità della vita: “E’ una città che mi piace molto, molto ordinata e pulita. Il clima è quello che è, tipo Inghilterra. D’estate va tutto meglio, con il sole è proprio un bel posto”.Molti sono curiosi di sapere come si svolge la giornata di un giocatore di Major League: “Mi alzo verso le 10 e vado al campo verso le 12.30, massimo le 13. La prima cosa che faccio è cambiarmi. Poi mi rilasso, quindi mangio qualcosa e vado a iniziare a prepararmi in palestra. Quindi esco sul campo, corro ed è il momento di iniziare a preparare la partita con la squadra”.

Vogliamo provare a rivivere la tua stagione 2012? “Sono arrivato molto preparato allo Spring Training e ho sfruttato in pieno le occasioni che mi hanno dato, così sono riuscito a entrare nella rosa dei 25 che ha iniziato il campionato”. Hai fatto l’esperienza di essere considerato un utility, come è stato? “Mi hanno provato in diversi ruoli, per darmi la possibilità di giocare di più. Comunque, io ho preso con spirito positivo questo fatto che mi provano in diversi ruoli, l’ho detto al manager: meglio utility in Grande Lega che titolare in terza in Triplo A”.

Poi c’è stato il calo che ti ha riportato nelle Minors: “Il fatto di non giocare con continuità rende difficile mantenere un rendimento consistente. Penso che il mio calo si possa spiegare così”.Ma c’è così tanta differenza tra Leghe Minori e MLB? “La vera differenza la fa l’abilità nella ripetizione. Anche in Triplo A ci sono giocatori con grandi doti, ma in Major League semplicemente è molto più bassa la percentuale di errore”.Alex è nella rosa dei 40 dei Seattle Mariners per la stagione 2013: “Io a Seattle mi trovo bene. Sono in questa organizzazione da anni e conto di rimanerci. Comunque, la scelta non spetta a me e mi potrei trovare in un’altra squadra. Certo, non sarebbe facilissimo ricominciare tutto da capo”. Ormai è il terzo anno consecutivo in cui torni all’Accademia italiana.

Cosa ci trovi di familiare? “Ci torno volentieri nei periodi di off season perchè mi trovo molto bene a lavorare sulla battuta con Marco Mazzieri, che mi ha insegnato molto di quello che so. Poi c’è Bill Holmberg, che è il tecnico che mi ha fatto esordire nella nazionalejuniores quando avevo solo 16 anni e ha sempre creduto in me”.

Alex Liddi al Classic 2009 dopo l'eliminazione contro il Venezuela (Ezio Ratti-FIBS)

Che rapporto ha un giocatore come te con il suo coach di battuta? “Io ormai mi conosco. Sia chiaro, c’è sempre da imparare, ma capisco su cosa devo lavorare. Così mi rivolgo al coach di battuta perchè mi aiuti a correggere le cose che non riesco a vedere”. Abbiamo detto che a metà febbraio inizia lo Spring Training.

Lo dovrai interrompere per partecipare con l’Italia al World Baseball Classic: “Sono forse più carico all’idea di rappresentare l’Italia che a quella di una nuova stagione di MLB. Giocare in nazionale lo trovo bellissimo. Ho tanti amici nel gruppo azzurro e molti giocatori con i quali ho condiviso le nazionali giovanili.

Durante l’Europeo seguivo costantemente la nostra nazionale e sono stato tra i primi a congratularmi per la vittoria, assieme a Maestri”.

A proposito di Alessandro Maestri, non è arrivato alle Grandi Leghe americane, ma ce l’ha fatta a esordire in quelle giapponesi: “Ho seguito il suo passaggio dal baseball americano a quello giapponese. Lui sa che, in tempi non sospetti, avevo previsto che sarebbe arrivato in Major League, nonostante tutto. C’è riuscito partendo dal basso in Giappone. Sono contento per lui, che è una grande persona e ha lavorato molto duro”.  Alex, una domanda apparentemente banale per chiudere: ti senti arrivato? “Arrivato?” sorride “Macchè! Mi sentirò arrivato dopo che avrò fatto 10 anni consecutivi tutta la stagione in Major League.

Intanto, il mio obbiettivo è che la stagione 2013 sia la mia prima stagione in Major dal primo all’ultimo giorno. Sperando che sia la prima di una serie lunga…”.

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