Di chi è la palla più veloce del campionato italiano?

23 Febbraio 2008
LA PALLA PIU’ VELOCE DEL CAMPIONATO ITALIANO

Sondaggio: la “palla più veloce” nella storia del campionato italiano

L’articolo di Maurizio Roveri.

Un argomento leggero ma sicuramente stuzzicante è quello che Doubleplay vuole proporre oggi ai suoi lettori, sempre più numerosi (stiamo viaggiando verso le 40 mila “visite”, nello spazio di una quarantina di giorni ed è un numero molto promettente considerando che siamo ancora “fuori stagione” per il baseball).
Vorremmo coinvolgervi in un sondaggio. Anzi, qualcosa di più di un semplice sondaggio. Seguiteci. E chiedete aiuto alla vostra memoria, perché si tratta di un viaggio nel tempo.
Parliamo di lanciatori. Ci sono lanciatori che hanno scritto la storia del baseball italiano. Taluni di loro sono diventati degli idoli, dei personaggi fascinosi del nostro campionato per avere acceso gli occhi del pubblico con la potenza del loro braccio.

Sono i cosiddetti lanciafiamme.

Quelli dalla fastball che inchioda il battitore, quelli che dal monte sono padroni dell’aria, quelli che bruciano il guantone del catcher con le loro sassate.
Chi è stato il lanciatore dalla “palla più veloce” di tutti i tempi nella storia del campionato italiano?

Bella domanda. Siamo curiosi. Ogni appassionato di baseball avrà la propria idea. Esprimetela, a commento di questo post.
Ma non vi chiediamo di fare un semplice elenco di lanciatori (di scuola italiana o di scuola straniera, è indifferente).

Dai nostri lettori, che sappiamo essere molto competenti, gradiremmo sapere che cosa li ha spinti a scegliere un lanciatore anzichè un altro. E che cosa li affascinava del loro lanciatore preferito, magari raccontando un episodio, una curiosità, un aneddoto, una performance speciale.
Mi permetto di dare qualche indicazione, a mo’ di esempio. Giulio Glorioso, il primo mito del baseball nostrano, detiene il record degli strikeout. Ne ha confezionati 2083 lanciando nella sua lunga carriera 2038 inning. Dal 1960 al 1974. Gran palla veloce, per il baseball di quell’epoca.

Venne anche invitato per due mesi a Daytona Beach, allo spring training dei Cleveland Indians. Il livello tecnico del campionato è poi cresciuto e Mike Romano, diventato l’uomo-simbolo dei Pirati di Rimini, ha impressionato tutti dal 1973 al 1986 con la sua palla di fuoco. Ha lanciato per 1084 riprese, mettendo “a sedere” 1331 battitori; 95 partite vinte e 33 perse; media PGL 2.28.
Vorrei anche ricordare due italiani dalla palla decisamente pesante: Federico “Kiko” Corradini, 10 campionati a Bologna (Unipol, Ceramica Costi, Fortitudo, dal 1970 al 1979) con 1260 strikeout in 1364 inning, e Giacomo Bertoni (15 campionati, fra Rimini, Parma, Santarcangelo, San Marino) con 1229 k in 1430 riprese lanciate.
In quegli anni chi mi ha letteralmente sbalordito è stato Craig Minetto. Ha giocato una sola stagione, 1975, sufficiente per renderlo indimenticabile. Quel ragazzo mancino dal simpatico sorriso, nato a Stockton in California, esaltò lo stadio “Gianni Falchi” e la Fortitudo targata Grappa Canonier. Era arrivato a Bologna in convalescenza, veniva da un infortunio, doveva far riprendere ritmo al suo braccio. E ci riuscì in maniera strepitosa: 21 partite, 15 complete, 5 shutout, 16 vinte e 4 perse. Soprattutto 252 strikeout, in 174 inning. Vale a dire, uno strikeout e mezzo per inning. E 0.92 di media PGL. Clamoroso.

Minetto dopo quella stagione bolognese tornò in America e, qualche anno più tardi, balzò in Major League. Rimanendovi per quattro anni. Primo caso di un giocatore entrato nel mondo della MLB proveniente dal campionato italiano.
Un altro pitcher dalle origini italiane e dalla palla veloce è stato Dan Miele, 5 campionati in Italia (1 a Grosseto e 4 a Parma) fra il 1974 e il 1980. I suoi numeri: 504 inning, 50 partite vinte e 8 perse (percentuale fantastica dell’86,2%), 449 strikeout, solo 90 basi su ball, media pgl 1.53. Ancor più veloce la palla di Dave Farina, altro oriundo, 5 campionati tutti con Parma, dal 1980 all’84: 629 inning, 60 partite vinte e 16 perse, 639 strikeout, media pgl 2.59.
Un re dello strikeout è stato Michael Pagnozzi che, fra il 1984 e l’87, ha indossato le casacche di Trieste, Crocetta, Rimini e Parma: 582 inning e ben 770 k! Micidiale.
All’inizio di questo millennio i grossetani sono andati in estasi per Otis Green. Mancino, palla non propriamente super veloce, ma pitcher di grande astuzia, capace di mettere la pallina dove voleva. Due stagioni in Maremma, impressionanti quei suoi 284 strikeout in 190 inning lanciati, 16 partite vinte e 6 perse, media pgl 1.94. Un super. Anche se il pitcher al quale la gente di Grosseto resta maggiormente affezionata penso sia Richard Olsen. Bravissimo e spettacolare. Il personaggio più amato.

Nel 2001 a Bologna si è visto il giapponese Yoshimune Wakita. Fece esplodere la Yoshi-mania al “Falchi” per qualche mese: 10 partite, 10 vittorie, media-pgl 0.64, appena 6 punti guadagnati su di lui in 83 inning lanciati, lasciando al piatto 105 battitori. Poi, perfido, l’infortunio, una notte di metà giugno. A fermare colui che avrebbe certamente scritto un pezzo di storia importante.
E arriviamo ai giorni nostri, con Riccardo De Santis, Alessandro Maestri, Jesus Matos e quel Juan Figueroa la cui palla è stata probabilmente la più veloce della stagione scorsa assieme a quella di Giovanni Carrara.

La mia top five: 1) Minetto; 2) Pagnozzi; 3) Green; 4) Olsen; 5), a pari merito, Romano e Farina.

Ripeto, le mie sono soltanto delle indicazioni, degli esempi. Avrò certamente dimenticato qualche importante “palla veloce”, e quindi scriveteci per esprimere le vostre valutazioni.

Schiroli, responsabile Area Comunicazione della FIBS, ci ricorda che Alessandro Maestri (che sta cominciando il suo terzo anno americano, nell’organizzazione dei Chicago Cubs) ha lanciato la sua “veloce” a 94 miglia in Nazionale ai Mondiali di Taiwan.

E ci segnala inoltre che il giovanissimo Andrea Lucati, del Grosseto, spara già la sua fastball a 90 miglia.23