I ragazzi che vinsero gli europei

I RAGAZZI CHE VINSERO GLI EUROPEI

Quei ragazzi che in dieci anni (Liddi compreso) vinsero 6 titoli europei…

Si è commosso Primo Allegri nel rivedere i “suoi” ragazzi, alcuni dei tanti passati sotto il suo sguardo anche perché molti di questi indossavano la casacca (i fratini verdi) che sua madre aveva cucito per l’occasione.

Quando cioè la famiglia era partecipe dal lavoro appassionato di un suo membro. E ha ricordato che dal 1992 al 2001 è esistita una Squadra Nazionale Ragazzi “di cui mi sono onorato di essere il manager, quindi tutti i ragazzi che avete menzionato, e molti altri nati dal 1980 al 1989, hanno fatto parte di questa nazionale, anche Alex Liddi che ha partecipato ad un Europeo e a due Cal Ripken World Series. Sono passati ormai 10 anni e sembra che tutto il movimento si sia dimenticato, o qualcuno ha voluto che si dimenticasse, che questa Squadra ha conquistato 6 titoli europei, 2 secondi ed 1 terzo posto su 9 partecipazioni.  Credo non sia stato poco, soprattutto quando si spacciano per successi dei terzi o quarti posti, a noi era chiesto solo di vincere e di formare dei giovani talenti”. Una precisazione che gli fa onore e a noi piacere anche perchè in quegli anni si lavorava in silenzio senza tante sbrodolature come avviene oggi ad ogni batter di ciglia.

Ieri abbiamo ricordato alcuni di questi giovani che vediamo nella foto ricordo scattata al Quadrifoglio, oggi aggiungiamo quelle di altri che da quel raduno sono poi arrivati nel massimo campionato. Si tratta di Flavio Aimi, Collecchio, Emanuele Amato, Nettuno,Simone Pandolfi, Riccione, Francesco Fuzzi, Godo, Marco Benvenuti, torre Pedrera e Rinaldi Flavio, Lazio. Conserviamo ancora le loro risposte scritte alle nostre domande, come avessero “scoperto” il baseball. Eccone alcune. Aimi :” Mio padre lo giocava e mi è piaciuto”. Amato:” l’ho conosciuto tramite mio fratello”. Baccari: ” Da un video gioco”. Benvenuti:” giocava mio fratello” , Castagno:” Anche mio padre giocava” Fuzzi:” Giocava mio fratello”. Gandolfi: ” L’ho conosciuto tramite mio padre”. Giuffrida:” Con mia madre”. Maestri:” Ho seguito mio fratello” Marzullo:” L’ho visto in Tv”. Pandolfi: ” A scuola”. Rinaldi:”L’ho visto in un film”.Rodà:” Tramite un amico”. Rosati:” Mi piaceva giocarlo a scuola”. Semprini:” Sono andato a vederlo con un amico”. Spinelli:” L’ho conosciuto con l mini-olimpiadi”. Basterebbero queste parole per avere un orientamento su come conquistare nuove leve. Dunque coi famigliari e con la scuola senza dimenicare la televisione.  Ricordiamo anche i tecnici che vengono citati dai ragazzi come determinanti per il loro inserimento nel gioco: Cenci, Alinovi, Cugini, Ricci, Conti, Piraino, Catanzani,  Bosdachin, Da Re, Bertozzi, Sartini, Gamberini, Dimes, Cecoli, Cuneo, Malerbi, Holmberg, Gheduzzi, Bortolomai, Milani, Di Liborio, Bruno, Moio, Lo monaco, Mazzoni, Bison, Zucconi, Giovanello, Tenaglia. Tutti quelli, assieme a Primo Allegri, ai quali la Federazione dovrebbe dedicare un monumento dal titolo “Al tecnico ignoto”.

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