L’Italia regge fino al settimo

PERSA LA SFIDA INAUGURALE CONTRO LA REPUBBLICA DOMINICANA

Dopo un sesto attacco chiuso con 3 uomini in base, un grande slam di Mendez contro Maestri toglie ogni speranza di rimonta agli azzurri. Non basta all’Italia un eccellente Da Silva, non troppo aiutato dalla difesa. La squadra di Mazzieri batte solo 2 valide, entrambe con Imperiali

L’Italia lotta fino al secondo out del settimo attacco dominicano, poi alza bandiera su un grande slam di Mendez contro Maestri. La Repubblica Dominicana vince con merito, ma il passivo (7-0) alla fine è ingeneroso per un’ Italia che avrebbe potuto passare in vantaggio al primo, se le gambe di Freddy Guzman non avessero tolto una valida ad Avagnina e che, sotto 0-2, ha chiuso il sesto attacco con le basi piene.
Al di là del divario troppo pesante, sarebbe stato comunque impensabile vincere la partita con 2 sole valide (i singoli di Imperiali).

Un grande Tiago Da Silva non è bastato all'Italia (Ratti/Fibs)

Come annunciato, l’Italia dà la palla a Tiago Da Silva (Bertagnon è il catcher) e preferisce Avagnina a Chapelli all’esterno sinistro, con Ambrosino al centro. Il partente della Repubblica Dominicana è Angel Castro, un pitcher di 29 anni con 99 presenze a vari livelli nelle Leghe Minori americane. Attorno a lui è in campo una squadra con ben 5 giocatori con esperienza di Grande Lega, incluso il terza base Leocadio Batista, che vanta oltre 1300 presenze. Danilo Sanchez dei North East Knights è il catcher.
Alla seconda ripresa l’Italia si fa pericolosa. Con un out, una rimbalzante di Peppe Mazzanti buca la difesa dominicana (per il classificatore è errore) e il prima base azzurro guadagna la seconda sulla battuta in diamante di Imperiali. Avagnina tocca duro tra esterno centro ed esterno destro, ma la gran corsa dell’ex Major Freddy Guzman vanifica il buon contattodell’esterno italiano.
Al cambio campo la Repubblica Dominicana passa. Gomez tocca una valida tra il cuscino di prima e Mazzanti, che si trasforma in un doppio perché la palla schizza lontana. Le volate a destra di Mendez e Batista (intervallate dal colpito su Cesar) valgono la segnatura. Da Silva soffre e passa in base Danilo Sanchez, ma chiude comunque la ripresa facendo battere una volata a sinistra all’interbase Silvio Castillo.

L’Italia arriva in base al quarto grazie a Granato. Non è ancora ufficialmente la prima valida, perché il severissimo classificatore opta per un errore davvero ingeneroso per Silvio Castillo.  L’interbase comunque si rifà quando chiude la ripresa, con Chiarini lanciato verso il punto, eliminando Mazzanti con un formidabile tiro dall’erba.
Al quinto la prima valida è finalmente sul tabellone: la ottiene Imperiali con una radente sopra il cuscino di seconda. Ma l’Italia non riesce a costruire nulla. Con un out, Imperiali viene colto rubando e l’attacco non ha altri sussulti.

Al cambio campo la Dominicana raddoppia. L’Italia paga a caro prezzo un errore di Mazzanti sulla rimbalzante di Guzman. L’esterno centro dominicano, che sarebbe stato il terzo out, ruba la seconda e segna sulla fortunosa valida di Bernie Castro, un pop che atterra a pochi passi dalla linea di foul di sinistra. Castro è il terzo out, eliminato dal tiro di Avagnina mentre cerca di raggiungere la seconda.
Al sesto Angel Castro colpisce Ambrosino, che poi approfitta di un blocco imperfetto di Sanchez e vola in seconda. Dopo la visita, il partente dominicano mette al piatto per la terza volta nella serata Infante e poi passa in base Granato. Chiarini è il secondo out, ma sposta i compagni in seconda e terza. La conseguenza è la base intenzionale a Ramos. Con tutti i cuscini occupati, Mazzanti arriva sul conto di 2 ball e 2 strike poi, dopo un foul ball, gira a vuoto una veloce alta ed è il terzo out al piatto.

Dopo il primo out del sesto attacco dominicano, Mazzieri rileva l’eccellente Tiago Da Silva con Luca Panerati. Con 2 out, l’esterno destro Mendez punisce un lancio off speed che resta alto a Panerati e lo trasforma in un doppio a sinistra. Lo segue il designato Cesar con una secca linea ancora a sinistra e Mazzieri decide che per il mancino di Grosseto può bastare. In pedana sale Carlo Richetti, che chiude la ripresa mettendo al piatto Batista.

Mendez accolto a casa base dopo il grande slam (Ratti/Fibs)

Anche la Dominicana fa la sua prima chiamata al bull pen. In apertura di settima ripresa sale sul monte Ruvelgys Hernandez, altro Big Leaguer (82 presenze). Lo accoglie con un singolo a destra Imperiali, ma gli azzurri (incluso Chapelli, pinch hitter per Ambrosino) non vanno oltre 3 rimbalzanti in diamante.

Al cambio campo Richetti colpisce Sanchez e manda in base per ball Silvio Castillo. La sua partita finisce così e in pedana sale Alessandro Maestri. Il bunt di Guzman sposta i corridori in seconda e terza e l’Italia decide di forzare il gioco con 4 ball a Bernie Castro. Maestri ottiene il secondo out al piatto su Otanez, poi però spinge a casa il terzo punto dominicano con 4 ball a Gomez e viene punito duramente dall’esterno destro Mendez, che gli manda la palla oltre la recinzione a destra per un grande slam che di fatto chiude la partita. Quella di Maestri termina dopo il singolo internodi Cesar e al suo posto sale in pedana Cicatello.

Il quinto lanciatore italiano della serata chiude la ripresa mettendo al piatto Batista, nono battitore del turno.
Con 2 out all’ottavo, Hernandez accusa problemi fisici e la Repubblica Dominicana lo rileva con Dario Veras Abreu, il suo closer. Il nuovo venuto debutta concedendo 4 ball a Chiarini ma Ramos, dopo aver spaventato Abreu con un homer in foul, è il terzo out al piatto.

Con 2 out nell’ottavo attacco dominicano, l’Italia rileva Cicatello con Andrea Pizziconi. Il pitcher dei Diamondbacks viene toccato da un singolo di Guzman, poi chiude facendo battere a Bernie Castro un comebacker verso il monte.
Vera liquida il nono attacco azzurro affrontando 3 uomini e ottenendo 2 strike out: sul pinch hitter Castellitto e Avagnina

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