Maestri corona un sogno

ALEX MAESTRI CORONA IL SUO SOGNO

L’ Australian Baseball League, formatasi nel 2010, ha raccolto dall’anno della sua nascita, giocatori da tutte le parti del mondo.

La lega invernale australiana ha ospitato giocatori Giapponesi, Sud Coreani, Taiwanesi e anche Americani. L’estate nell’emisfero boreale è molto simile, come condizioni atmosferiche, alle condizioni che si trovano durante il campionato australiano, per questo motivo l’ABL è il miglior posto dove inviare talenti o prospect per allenarsi durante il freddo inverno boreale.

Il fatto che le stagioni siano inverse, ha permesso alla lega Australiana di diventare il posto perfetto nel quale mantenersi in forma prima di incominciare nuovamente i campionati estivi.

Protagonisti di questa “winter league” non sono solo Americani e Est Asiatici. Il pitcher indiano Rinku Singh ha militato nelle fila di Canberra e Adelaide. La ABL è stata utile anche per giocatori che, in altri paesi non avevano le possibilità di mettersi in mostra. Per loro la lega è stata perfetta per mostrare le proprie qualità o fare esperienza. Anche partecipare alle leghe invernali sudamericane o latine è una grande opportunità, ma ci sono cambi di cultura da effettuare e soprattutto una nuova lingua da imparare.

Alex Maestri è il perfetto esempio di come la lega Australiana possa valorizzare i giocatori con talento. Nel 2011 Maestri stava giocando in una lega indipendente americana, negli Stati Uniti. Nato nella patria del calcio, Maestri ha deciso (a sei anni di età) di provare il gioco del baseball, uno sport praticamente sconosciuto nel suo paese. “Mio fratello aveva iniziato a giocare e io l’ho seguito. Inizialmente le regole non erano poi così tanto semplici ma erano anni nei quali veniva spiegato il baseball anche nelle scuole e non è stato poi così difficile imparare”.

La prima squadra in Italia che ha puntato su di lui, dopo i Torre Pedrera Falcons (dove ha iniziato), è stata la franchigia di San Marino, che lo ha fatto esordire in serie A1 a 19 anni.

Nel 2004 i Titani lo hanno prima inserito nelle giovanili e poi, nel 2005 lo hanno fatto esordire in serie A1 pagandolo con il suo primo stipendio da giocatore 300 € al mese (circa 370 dollari australiani).

Grazie alle sue prestazioni è stato chiamato a vestire la casacca della sua nazionale l’anno successivo al World Baseball Classic: “Mi ricordo che in quell’occasione ho ricevuto subito il benvenuto dalle grandi leghe, subendo un fuoricampo da Moises Alou. L’esperienza è stata fantastica, poter giocare contro persone e atleti che, fino a quel momento avevo visto solo in Tv o sulle figurine. Sembrava quasi di giocare in un videogame” ha detto Maestri. Maestri è stato utilizzato subito contro la potente formazione della Repubblica Dominicana. Nonostante la sua prestazione non fosse stata eccellente, gli scout dell’MLB sono stati ammaliati dal suo stile di lancio, con la sua dritta sparata a 150 km/h.

Alla fine del torneo, Maestri ha firmato un contratto con i Chicago Cubs, cominciando la sua carriera da giocatore di baseball a Boise nel Singolo A. Per anni è rimasto nell’organizzazione dei Chicago Cubs diventando con orgoglio il miglior pitcher italiano. Ha continuato a vestire la casacca della sua nazionale anche nel 2009 durante la seconda edizione del World Baseball Classic.

Nel 2008, all’età di 23 anni, Maestri è stato chiamato in doppio A, a Tennessee.

Sfortunatamente per lui, nonostante fosse arrivato ad un passo dalla Major League, ha dovuto cedere il titolo di “primo italiano” a giocare per le Major League al suo amico Alex Liddi, terza base dei Seattle Mariners.

Tuttavia, il grande onore di diventare il primo giocatore di scuola italiana a vestire la casacca di una squadra di Major League è stato del suo grande amico Alex Liddi, terza base dei Seattle Mariners, mentre Liddi calcava i diamanti della Major League per la prima volta, Maestri si trovava in una zona rurale del Nebraska, più precisamente Lincoln. In quel caso, dopo essere stato licenziato dai Cubs, Maestri stava cercando di rientrare nel giro giusto. Il suo record nelle serie minori è di 32 vittorie e 23 sconfitte con 19 salvezze all’attivo. L’ultima stagione in america è stata proprio in Nebraska, nell’anno 2011 nella lega American Association. Dopo questa esperienza, Maestri ha deciso di volare in Australia, per vestire la casacca dei Brisbane Bandits nel campionato invernale ABL, diventando un giocatore internazionale, il primo italiano nella massima serie Australiana.

Dopo le buone prestazioni in australia, con 4 vittore e 4 sconfitte e una media ERA di 3.25, Maestri ha accettato di partire per il Giappone nel 2012.

“Avevo ricevuto una bella offerta anche da una squadra del campionato indipendente americano, ma ho pensato che il Giappone potesse essere una grande esperienza, quando ho avuto la proposta ho pensato che poteva essere una buona scelta”. Dopo essere tornato in Italia e aver giocato per un paio di partite nel campionato italiano con il Rimini Baseball, Maestri è volato verso Kagawa, per raggiungere la sua nuova squadra, gli Olive Guyners.

Il suo ruolo nei Guyners è quello di closer, un ruolo che Maestri ha conosciuto bene per tanti anni, soprattutto all’inizio della sua carriera. Formidabili la velocità della sua palla veloce e del suo slider, lancio quasi imprendibile nell’intera lega giapponese.

Quindi Maestri non ha sofferto il ruolo di closer (in Australia è stato utilizzato come partente) anche negli States nel 2007 era stato impiegato in quel ruolo, portando a casa ben 12 salvezze. Gli accorgimenti fatti per entrare in una nuova cultura non sono stati così facili.

Un suo compagno di squadra nei Bandits, Stephen Chambers, arrivato in Giappone prima di lui, ha avuto parecchie difficoltà con il nuovo stile di vita soprattutto per la comunicazione con i suoi compagni di squadra.

Rispetto a Chambers, Maestri ha avuto più pazienza e ha capito subito le differenze tra il baseball giocato in Australia e quello giocato in Giappone. “Il mio lavoro è quello di non fare arrivare uomini sulle basi” per lui, trovare il tempo per abituarsi alle regole dei nuovi paesi è sembrata la cosa più naturale del mondo. Maestri ha fatto molto di più, ha permesso di rendere più competitivo il livello di gioco delle leghe indipendenti giapponesi.

Al momento in 30 partite giocate il suo record è di 2 vittorie, 0 sconfitte e 12 salvezze. La sua media ERA è scesa a 1,32.

Le sue prestazioni gli hanno permesso di diventare così il closer di ogni partita. Nei suoi 47,2 inning giocati, la sua media è migliore dei partenti della sua squadra. Alla fine del girone di andata, la sua media ERA di 1.32 è stata la migliore di tutta la lega. I risultati hanno quindi dato sicurezza a Maestri che ha sempre dato il meglio in ogni partita.

Nell’amichevole del 12 Giugno contro gli Orix Buffaloes la sua prestazione è stata monitorata da diversi scout della NPB, la lega maggiore giapponese. Maestri sa benissimo di essere pronto per le grandi leghe. Il 17 Giugno con i Guyners in vantaggio per 10 a 2, Maestri ha fatto vedere il controllo del suo grande slider, mostrando a tutti che lo può differenziare in due lanci ben distinti: il primo uno slider più lento e più simile a una curva e il secondo, lanciato molto veloce e con un angolo di curvatura più stretto. Nella NPB tutti i giocatori possono colpire la palla in ogni angolo del piatto. In tutti i paesi dove è stato, Maestri si è dovuto adattare agli stili diversi del baseball, quì in Giappone si dovrà abituare allo stile Giapponese, il “samuri baseball”.

maestri

Maestri si è quindi calato nella nuova realtà adattandosi su tutti i fronti. Con i suoi sorrisi e la sua faccia pulita ha conquistato la simpatia di molte ragazze giapponesi. Ha tutte le qualità di un vero italiano, anche se non riesce a trovare a Kagawa un buon pezzo di pizza o un buon vino.

E anche la barriera linguistica ha ormai poca importanza. Anche in America la prima volta si è scontrato con un popolo che parlava solo inglese…

“Quando non giochiamo guardo i film in lingua originale al computer e cerco di studiare Giapponese”.

A quanto pare Maestri è diventato abile a mangiare i famosi noodles si Kagawa con le bacchette.

alex

Se una volta il suo sogno era quello di arrivare in Major League, ora questo sogno è molto vicino, grazie all’interessamento degli Orix di NPB. Se riuscisse a giocare in NPB sarebbe il primo free agent arrivato da una lega indipendente a giocare per la nippon baseball league, inoltre sarebbe anche il primo italiano in assoluto a farcela. Prima di lui infatti, nessun italiano nato e cresciuto in italia e di madrelingua italiana è riuscito mai in quest’impresa.

“Parlo con la mia famiglia e con i miei amici tramite computer.” Maestri è stato chiamato dalla sua nazionale nel campionato Europeo di Settembre, ma sarà dura poter partecipare visto che il campionato finisce ad Ottobre. Molto probabile quindi che a fine campionato ritorni a Brisbane. Tutto è da vedere dopo la notizia apparsa sui giornali. Maestri ha firmato per gli Orix Buffaloes, non vediamo l’ora di vederlo lanciare al Dome Stadium di Osaka.

pithc

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