Maestri, il giro del mondo è finito: torna in Italia

Alex Maestri sul monte

MAESTRI: IL GIRO DEL MONDO E’ FINITO, SI TORNA IN ITALIA

Dopo aver giocato in 12 anni da pro con 14 squadre di 7 Paesi, l’anno prossimo la stella azzurra giocherà con San Marino in Serie A-1. “Io e mia moglie Gema abbiamo in mente anche un progetto extrabaseball, che si può realizzare solamente rimanendo in Italia. Sono contento di aver smesso di fare il giramondo”

L’articolo di Maurizio Caldarelli della Gazzetta dello Sport.

Alex Maestri sul monte

Il massimo campionato di baseball, tornato a chiamarsi serie A-1 dopo un decennio di IBL, non ha ancora fissato l’Opening Day (la data più probabile il 29 marzo 2018), né le squadre partecipanti (si va comunque verso un allargamento a dieci), ma ha già la stella più brillante, Alessandro Maestri, ingaggiato dal San Marino.

Il 32enne lanciatore riminese dopo dodici indimenticabili stagioni tra i professionisti ha deciso di tornare in Italia e di accettare l’offerta del general manager Mauro Mazzotti di mettersi a disposizione del manager Mario Chiarini (passato dal campo alla panchina in maniera improvvisa), il suo capitano in nazionale.

PROGETTI EXTRA BASEBALL — “Io e mia moglie Gema – dice Maestri – abbiamo in mente anche un progetto extrabaseball, che si può realizzare solamente rimanendo in Italia. Ci sono poi una serie di motivi, compreso l’amico Mario come allenatore, che mi hanno convinto ad abbandonare la mia vita di giramondo. Sono contento di aver fatto questa scelta”. Per dodici anni “Ale Mae” è stato una specie di ambasciatore, la faccia migliore del nostro baseball. Un personaggio salito alla ribalta per le belle imprese sul campo e per quella dichiarazione d’amore al cinema di Rimini per la bella argentina Gema Morales. San Marino, che è stata la squadra della sua unica stagione completa in Italia (nel 2005), aveva corteggiato il pitcher cresciuto nelle giovanili del Torre Pedrera anche per i playoff 2017, ricevendo un no per la necessità di dover riposare qualche settimana prima di tuffarsi nella nuova avventura nella lega invernale messicana con Guadalajara, che alla fine non è nemmeno mai iniziata. “I dirigenti messicani mi hanno tagliato con un sms”, dice con un pizzico di rammarico il lanciatore. La sua carriera di giramondo (ha giocato in quattro continenti, compresa l’Europa) si è così esaurita ad inizio settembre scorso, con l’ultima gara con la maglia dei Rojos di Veracruz, in triplo A messicano, un contatto nato nella scorsa primavera dopo che proprio Maestri ha annientato le mazze messicane nel quarto World Classic della sua carriera.

CHE CARRIERA — Ricordi che rimarranno per sempre nell’album di Maestri che dopo la stagione con San Marino, nell’autunno del 2005 iniziò l’avventura professionistica con i Chicago Cubs, arrivata fino al doppio A, con una partita in Major League, ma solo durante lo spring training del 2009. Il curriculum nel neo sammarinese è unico: oltre alle Minors con i Cubs e l’Independent league negli Stati Uniti ha giocato in Australia, con i Brisbane Bandits; nella Major league giapponese con gli Orix Buffaloes di Osaka, dove ha conosciuto la moglie Gema (sorella di un insegnante di tango) e in una lega minore con i Gunma Diamond Pegasus. Ma è stato anche il primo italiano a giocare nella massima lega coreana con gli Hanwha Eagles di Daejon, dove è nata tra l’altro la piccola Asia nel 2016. Questi impegni hanno fatto perdere a Maestri un po’ di vista l’Italia: solo nel 2012 ha fatto in tempo a disputare due gare di campionato con il Rimini prima di iniziare l’esperienza in Giappone. La nazionale lo ha potuto utilizzare soltanto ai Mondiali 2007 e 2011; nelle edizioni 2006, 2009, 2013 e 2017 del World Classic, il Mondiale professionistico, che gli è comunque servito a fare vetrina. Con il ritorno in serie A-1, anche il manager azzurro Gilberto lo potrà finalmente coccolare: nel 2019 ci saranno le qualificazioni olimpiche e Alex potrebbe essere il valore aggiunto per l’ammissione ai Giochi di Tokyo 2020.

ANCHE MAZZANTI — Tra i primi colpi di mercato che stanno mettendo a segno le formazioni, in virtù del fatto che il nuovo regolamento consente di mettere a referto il 50% di giocatori stranieri, comunitari o stranieri residenti in Italia, ce n’è stato uno che ha messo a segno la Fortitudo Bologna: Beppe Mazzanti. Il 33enne terza base di Nettuno, ex professionista con Seattle, ha nuovamente lasciato Nettuno, dove era tornato dopo lo scudetto con Rimini nel 2015, per cercare di trionfare sotto le due Torri e ridare potenza all’attacco di Lele Frignani, che ha perso Ambrosino (tornato a Nettuno) e Sambucci, che ha scelto Parma per motivi di lavoro.

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