Orgoglio Falcons al world baseball classic

ORGOGLIO FALCONS AL WBC

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Solo due mesi fa Alessandro Maestri era al Falcons Galà Dinner, l’annuale festa dei Falcons che conclude una stagione ed apre quella successiva…

Solo due mesi fa Alessandro Maestri era al Falcons Galà Dinner, l’annuale festa dei Falcons che conclude una stagione ed apre quella successiva.Davanti alle poco meno di 200 persone presenti, microfono alla mano, rispondeva alle domande dei curiosi giovani falchetti che lo intervistavano per sapere come aveva fatto, quel ragazzino che 15 anni prima era esattamente come loro, sullo stesso campo (Rivabella ndr), con la stessa maglia (dei Falcons ndr), con lo stesso allenatore (Davide Sartini ndr), ad arrivare a giocare da PRO in America, Australia, Giappone, per la Nazionale Italiana; volevano timidamente carpirgli qualche segreto.

E lui, rispondeva con altrettanta timidezza, con quel filo di emozione sempre presente quando deve parlare in pubblico, e con quel sorriso che tradisce le sue emozioni e che nonostante tutto ne fa sempre “il ragazzo della porta accanto”, e non un freddo giocatore professionista.

Oggi Alessandro è al World Baseball Classic, la più prestigiosa manifestazione di baseball al mondo, di baseball professionistico, l’unica che riesce a portare in campo i big leaguer della Major League Baseball, gente come Pablo Sandoval, Sergio Romo, che solo qualche mese fa festeggiavano il titolo alle World Series con i San Francisco Giants.E davanti ad alcuni milioni di telespettatori di ESPN America, in diretta mondiale, Alessandro ha lanciato tre inning praticamente perfetti, da lanciatore partente nella partita più importante per l’Italia, quella con il Canada, che avrebbe deciso le sorti della nostra Nazionale nel torneo.

Ed a fine partita, dopo la vittoria 13 a 3, ha risposto alle domande della stampa internazionale, con la stessa timidezza, la stessa umiltà, la stessa emozione e lo stesso sorriso con cui ha risposto ai quesiti dei piccoli falchetti.E subito dopo intervistato ancora dalla stampa italiana Alessandro ha ripetuto la prima parola esclamata al rientro negli spogliatoi dopo la vittoria “che figata, in riminese”. Ed ha continuato: “Nessuno ci dava credito, è anche normale, perché venendo dall’Italia nessuno pensa che ci sia il baseball ben giocato là, invece abbiamo fatto cambiare idea a un po’ di gente, è una bella soddisfazione”.

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