La rivincita di Maestri

19 Settembre 2012
LA RIVINCITA DI ALEX MAESTRI

«In Giappone hanno creduto in me quando in America mi davano per finito»

Il lanciatore riminese sta vivendo una fantastica avventura con gli Orix Buffaloes nel campionato professionistico nipponico.

L’articolo di Matteo Petrucci del Corriere di Rimini

Ha scritto importanti pagine del baseball italiano e riminese. Anzi, considerando quello che è riuscito a fare nel corso della sua carriera, si può affermare che tutto lo sport del nostro paese deve tanto a lui.

Infatti Alessandro Maestri sta contribuendo a tenere alta la bandiera tricolore all’estero. Dopo le esperienze negli States e in Australia, il 27enne pitcher di Viserba sta vivendo un momento felice della sua vita da atleta dato che è un giocatore di baseball professionista. Il tutto dopo essere approdato alla corte degli Orix Buffaloes, squadra di Osaka che milita nella Nippon Professional Baseball, il massimo campionato giapponese, secondo solo all’Mlb americana. E pensare che il 2012 Maestri l’aveva iniziato in una lega minore del Sol Levante vestendo i colori dei Kagawa Olive Guyners.

Si aspettava di fare un salto di categoria così significativo?

«Ci speravo, ma non avrei mai pensato sarebbe accaduto così in fretta. Lo scorso febbraio avevo firmato con la formazione di Indipendent League proprio allo scopo di essere poi prelevato da una squadra di Npb. E’ andato tutto bene insomma».

Che sensazioni ha avuto a esordire nella massima lega nipponica?

«E’ stato molto emozionante ed è avvenuto davanti a 30.000 spettatori. Passato il normale nervosismo iniziale, mi sono divertito molto, godendomi quel momento che ho sperato di vivere per molti anni. In più in tribuna c’era mio fratello, la sua ragazza e un grande amico, il che ha reso il tutto ancora più bello».

Le statistiche parlano di tre vittorie, una sconfitta e una media pgl pari a 1.62. In 33.1 riprese lanciate, 26 le valide subite e ben 31 gli strike out collezionati.

Pensava di poter avere un impatto così positivo con la Npb?

«Non avevo idea di come sarebbe stato il mio impatto. Ci pensavo il meno possibile. Nella settimana che ha preceduto l’esordio ho cercato di concentrarmi giorno per giorno in allenamento per arrivare il più pronto possibile al debutto. Non dovevo andare troppo in là con la mente. E’ la stessa cosa che sto cercando di fare tuttora».

Una vetrina prestigiosa come quella giapponese potrebbe riaprirle le porte delle leghe americane?

«Essere qua è positivo per il mio curriculum sportivo. Questo paese ha creduto in me come giocatore di baseball, quando in America pensavano fossi finito. Sono molto contento di dove mi trovo e voglio continuare a dare il massimo per rimanerci a lungo ma in futuro non so cosa succederà (intanto è a un passo dal rinnovo con gli Orix ndr)».

Che rapporto ha con i supporter?

«I tifosi sono fantastici. Durante le partite c’è un’atmosfera bellissima. Le due tifoserie si alternano con cori e canti accompagnati da trombe e tamburi, con il massimo rispetto tra di loro».

Come valuta la sua esperienza di vita in Giappone, cosa le piace principalmente e cosa le crea difficoltà?

«Quando mi reco in un paese nuovo cerco sempre di farmi piacere tutto e non ho problemi ad adattarmi. La gente qua è super gentile e fa di tutto per aiutarti. Il cibo è buonissimo. Questi due aspetti rendono tutto facile dal primo giorno. Le differenze culturali sono grandi, bisogna solo capirle».

Concluso il campionato con i Buffaloes dove andrà a giocare?

«E’ probabile che debba rimanere in Giappone fino al termine di novembre per dei periodi di allenamento. Se cosi sarà non penso andrò a giocare altrove quest’inverno».

Ha iniziato la stagione nei Pirati trascorrendo del tempo all’interno di un team che poi si è rivelato unito e vincente. Aveva notato la solidità di una squadra che ha lottato per il titolo?

«A Rimini da anni esiste un gran bel gruppo di giocatori italiani che rappresenta l’ossatura della squadra. In più c’è Catanoso, un allenatore che mi ha dato tanto: ci mette tutta la sua passione per cercare di vincere. Conta sempre trovare gli stranieri giusti, e a quanto pare quest’anno ci sono riusciti».

Nella Npb i guadagni di un giocatore sono abbastanza adeguati per guardare al proprio immediato futuro con più tranquillità?

«Si, a questo livello si prende bene, è lo sport nazionale e ci sono le opportunità per fare carriera».