Promuovere il baseball in Toscana

Promuovere il baseball. Lo fa Maestri nelle scuole toscane

9 Febbraio 2016

FESTA PER MAESTRI, L’ASSO DEL BATTI E CORRI IN TOSCANA PER PROMUOVERE IL BASEBALL

Maestri in Toscana per promuovere il baseball, ecco l’articolo pubblicato sul quotidiano “Il Tirreno“. Articolo di Maurizio Caldarelli

Festa per Maestri, l’asso del batti e corri, il lanciatore azzurro ha incontrato gli studenti della scuola media di Capalbio che da alcuni anni praticano la disciplina.

Promuovere il baseball in Toscana si può, grazie ad Alex Maestri. Tutti pazzi per Alex Maestri, il «Baggio del baseball», come lo ha presentato l’altra mattina ai suoi studenti di Capalbio il Profe Gianni Natale.

Promuovere il baseball in Toscana

Il lanciatore riminese, che viene considerato a ragion veduta il miglior giocatore italiano di tutti i tempi, è arrivato in Toscana per promuovere il baseball ed è stato ospite per una settimana dell’allenatore nella nazionale italiana, il grossetano Marco Mazzieri e dello stesso Natale, che lo sta seguendo nella preparazione invernale in vista del ritorno in Giappone, dove disputerà la quinta stagione.

«Gli Orix Buffaloes di Osaka – dice – ad ottobre non mi hanno rinnovato il contratto e ripartirò, con la solita determinazione, da Gumna, nelle leghe indipendenti, una squadra ad un’ora da Tokyo che ha offerto le migliori condizioni migliori. A fine febbraio lasceremo l’Italia e a marzo inizierò lo spring training con i Diamond Pegasus, con la speranza di riconquistare un posto tra le dodici organizzazioni della Nippon Professional».

Lezione a scuola per promuovere il baseball. Durante questo soggiorno grossetano ha seguito i ragazzi della Ymca Academy ed ha tenuto anche una lezione ai ragazzi della scuola media di Capalbio (con il saluto del sindaco Bellumori) e Marsiliana, prima in aula raccontando le sue esperienze di vita poi in palestra, con l’umiltà e la simpatia che da sempre lo contraddistinguono. «È stata un’esperienza molto divertente – sorride Maestri – È bello vedere ragazzi così innamorati di questo sport, anche se devo dire che le ragazze della terza media di Capalbio hanno rivolto più domande a mia moglie (ci siamo sposati a dicembre) che a me».

La Maremma è fantastica. Maestri è nato a Rimini (nel 1985), ha vissuto per cinque anni negli Usa, altrettanti in Giappone, ha una moglie argentina (Gema Morales), che gli darà una bambina a fine giugno, ma non ha saputo resistere al fascino della Maremma.

«Gianni Natale mi aveva mandato delle foto – sottolinea Maestri – ma dal vivo è tutta un’altra cosa: ho visitato Capalbio, l’Argentario e Talamone, scoprendo posti bellissimi, fantastici. Non avevo mai avuto la possibilità di girare questo incantato angolo di Toscana e tutto è diventato più facile con delle giornate così belle e con l’occasione di promuovere il baseball».

«E volete sapere una cosa? – aggiunge – Al sushi preferisco decisamente Acquacotta, tagliatelle di cinghiale e cinghiale in umido che ho gustato alla Trattoria Toscana di Capalbio. Piatti così non si trovano in nessuna parte del mondo».

Alessandro si ferma per un attimo, guardando lo Jannella deserto e apre l’album dei ricordi: «La prima volta che sono entrato in questo stadio è stato alla fine degli anni Novanta, in un concentramento Cadetti. Ricordo che giocavo interbase nel Torre Pedrera e che affrontammo il Viterbo, che schierava Andrea Sgnaolin (l’ultimo capitano dell’Enegan Grosseto) sul monte di lancio. A quei tempi la sua palla viaggiava veramente veloce… Sono salito sulla collinetta di questo splendido diamante una sola volta in Ibl, nel 2005, con San Marino. Ho seguito da lontano quello che è successo al baseball grossetano e da addetto ai lavori e amante di questo sport sono molto dispiaciuto che sia scomparsa una piazza che era capace di portare anche 6.000-8.000 spettatori nelle gare più importanti della stagione. Spero si tratti solo di un periodo di crisi».

Dagli States al Sol Levante. Nella sua carriera Alex ha calcato mille diamanti, passando dall’Accademia di Tirrenia all’unica stagione intera di Ibl nel 2005 con San Marino (fu lui come closer ad estromettere il Bbc Grosseto campione d’Europa, che schierava Navarro, dai playoff scudetto), dagli Stati Uniti (dove è arrivato fino al doppio A prima di debuttare in Major league nello spring training con i Chicago Cubs nel 2009), prima di provare l’esperienza in Australia, dove è nato il contatto con il Giappone. «Alla fine del 2011 avevo intenzione di tornare in Italia, dopo l’infortunio alla spalla del 2009 che mi sono trascinato nel 2010, ma nel campionato con i Brisbane Bandits si è spalancata la porta del sol Levante, un’esperienza davvero affascinante».

«In Giappone – prosegue – ho raggiunto il top della mia vita sportiva, giocando nella lega professionistica maggiore. Le differenze con gli Usa? Gli americani decidono le gare a suon di fuoricampo, in Oriente c’è meno potenza e più baseball di squadra, ma anche là di stanno occidentalizzandosi. Consiglierei i giocatori giapponesi alle squadre italiane: non fanno mai mancare il loro impegno. Negli Stati Uniti potevo fare forse di più ma è anche vero che c’è tantissima selezione».

L’amore per l’azzurro. Le dieci stagioni da professionista («Sono volate») non hanno fatto però dimenticare ad Alex la maglia azzurra: «Le due partite da partente al World Classic 2013 con la squadra di Marco Mazzieri – dice – sono state forse le più belle della mia carriera, insieme all’esordio nella Major league giapponese; lì la mia palla veloce è arrivata a 95 miglia. Mi dispiace che, a parte il Premier 12, di non essere riuscito a dare una mano alla squadra per gli Europei. Penso però sempre ai miei compagni di nazionale».

La proposta sul web. Maestri e la moglie Gema si sono subito ambientati a Grosseto e come clienti qualunque hanno frequentato assiduamente le lezioni di Deborah Scalabrelli e degli altri istruttori della palestra Ymca di viale della Repubblica e qualcuno si è anche ricordato della loro storia che ha spopolato mesi fa sul web: «Ho chiesto a Gema, che ho conosciuto in Giappone, dove suo fratello insegna tango, di sposarmi in un cinema di Rimini, proiettando un video che aveva lo scopo di coinvolgere le nostre famiglie che sono così lontane. In questo video, diventato ben presto virale, ho messo nel mezzo il tango, complice di aver portato Gema in Giappone, e Cristiano Ronaldo, uno degli idoli della mia ragazza. Era forse scritto nel suo destino che sposasse uno sportivo»