Gli atleti per le olimpiadi

GLI ATLETI DEL BASEBALL PARLANO PER TORNARE ALLE OLIMPIADI

Maria Soto e Alessandro Maestri, entrambi testimonial della nuova Federazione World Baseball Softball Confederation hanno presentato a Losanna un piano per rientrare alle Olimpiadi.

La neonata federazione ha sottolineato e introdotto un concetto nuovo di affiliazione tra due sport, baseball e softball per l’appunto, per cercare di rientrare ai giochi olimpici del 2020. La presentazione è avvenuta sotto la supervisione dei due presidenti Don Porter del softball e Riccardo Fraccari del baseball insieme ai due atleti già citati.

Maria Soto, trentaquattrenne capitano della nazionale di softball femminile del Venezuela ha già partecipato alle olimpiadi di Pechino nel 2008.

Ecco cosa ha detto alla commissione: “Crediamo che la forza del nostro sport sia quella di poter aggregare milioni di vite e di persone da tutto il mondo, è per questo che siamo qui. Posso dirvi dalla mia esperienza che questo sport non è solo limitato al gioco, ma è una vera e propria scuola di vita.”

“Il softball è lo sport ideale per quelle giovani ragazze che vogliono inserirsi in un gruppo e fare amicizia. Sono stata molto fortunata ad avere l’occasione di rappresentare il mio popolo e la mia nazione in dozzine di partite e tornei, incluse le olimpiadi del 2008.”

“La ragione per la quale vi sto parlando è prima di tutto per ringraziarvi dell’opportunità che mi avete dato nel 2008, poi per dirvi che sono convinta che le olimpiadi siano il modo migliore per far sì che queste giovani ragazze inseguano un obiettivo.”

“Giocare alle olimpiadi è più di competere con altre squadre, è partecipare alla storia, è fare la storia. Grazie a tutti”

Alessandro Maestri (ventisette anni) è invece membro della nazionale italiana di baseball e attualmente milita in una squadra di primo livello giapponese, gli Orix Buffaloes. In passato ha giocato negli Stati Uniti, in America Latina, in Australia e, chiaramente, in Italia.

“Quand’ero ragazzo ero innamorato del baseball perché dava a tutti i ragazzi l’opportunità di fare punto. Potrebbe sembrare una cosa ovvia, ma lo scopo del gioco è proprio quello di fare punti, il divertimento è lì. Nel baseball ragazzi alti, magri, grassi, belli e brutti, tutti quanti hanno un opportunità. Ho avuto la fortuna di iniziare a giocare da bambino, allenandomi ed essendo seguito sempre dai migliori tecnici presenti in quel momento in Italia, questo è stato fondamentale per la mia crescita professionale.”

“Ho potuto rappresentare la mia nazionale, l’Italia sia nel 2006 che nel 2009 alla competizione World Baseball Classic e sono riuscito a giocare, come professionista, in tre continenti. Pero’ vi vorrei dire un segreto: il mio sogno è poter vincere una medaglia olimpica ai giochi. Vi ringrazio e vi dico grazie anche per il magnifico lavoro che fate, quello di regalare milioni di sogni olimpici, proprio come il mio!”

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