Italia fuori dai mondiali

ITALIA FUORI DAI MONDIALI

Ai Mondiali di Panama la corsa azzurra finisce ai supplementari (6-7) dopo 5 ore di battaglia. Il presidente federale Riccardo Fraccari: “Lasciamo crescere i giovani, non è un dramma”. L’ultimo piazzamento di prestigio nel 1998

L’Italia dei diamanti esce dai Mondiali di Panama dopo una battaglia di 5 ore conclusa ai supplementari. Il Venezuela, una delle potenze del baseball, s’impone 7-6 e grazie a questo spareggio contro gli azzurri accede al girone che porterà ai verdetti delle finali. Niente ingresso tra le magnifiche otto com’è successo all’Australia da noi battuta (beffa delle beffe) nel girone più equilibrato, ma un ritorno a casa per la nazionale di Marco Mazzieri dopo aver sperato e creduto di poter continuare l’avventura a Panama, dopo 3 vittorie contro Australia, Nicaragua e Germania, e 4 sconfitte contro tre latine (Dominicana, Cuba, Venezuela) e un’asiatica (Corea). La partita del destino è una rincorsa a quel pass che i dominicani sembravano consegnarci durante il match in varie situazioni di gioco, ma che ci sfuggirà dopo un tiratissimo ed emozionante incontro, rivelatosi stregate e fatale per i nostri obiettivi. Ci restano le immagini di alcune prese spettacolari degli Infante, Ambrosino, Imperiali, della potenza offensiva dei Mazzanti, Gizzi e Chiarini, della continuità di un Maestri sacrificatosi anche ieri e degli altri lanciatori cui è mancato nell’ultimo inning lo strikeout che serviva. L’Italia era partita per cercare di avvicinarsi a quel piazzamento di prestigio che nel ’98 ottenne ai Mondiali in casa perdendo il bronzo dal Nicaragua. Poi erano state solo delusioni, avventure sempre concluse oltre il decimo posto, compreso l’ultimo nel Mondiale casalingo.

J.C. Infante elimina Acuna in seconda base. Ratti

La partita — Il Venezuela non aspetta: e sul sacrificio di Acuna, si porta immediatamente sull’1-0. Ma la risposta italiana è altrettanto immediata nonché poderosa: con il fuoricampo più lungo, al centro, a 130 metri, di Beppe Mazzanti. I centroamericani sono aggressivi, calienti, dal box (per noi lo è adesso solo il nettunese, mentre in difesa si esalta in tuffo con una prodezza l’altro nettunese Imperiali): Tiago Da Silva fatica a trovare la location giusta per arginare l’impeto offensivo rivale. Sei valide in 3 riprese sono troppe per uno come lui, che subisce al quarto l’1-2 (hit di Alen) e conclude così anzitempo il match. Al suo posto tocca a Maestri, che debutta con uno strikeout e chiude l’inning senza altri patemi. Al quinto attacco, l’Italia potrebbe pareggiare con due uomini in base, ma la difesa venezuelana chiude gli spifferi. Anche nel quinto turno, i venezuelani raggiungono minacciosi la terza, ma per fortuna ci restano senza incrementare nel punteggio. Noi, invece, dobbiamo pensare ancora a pareggiare. E al sesto, Mario Chiarini riapre le polveri con il suo quinto doppio personale ai Mondiali: Ramos Gizzi gli confeziona il 2-2 anche se poi non arriva in tempo in seconda osando il doppio. Ora abbiamo le basi cariche per avanzare nel punteggio: il 3-2 matura su base forzata, e a toccarla è Mazzanti. Peccato, però aver sprecato una simile opportunità per allungare. Al settimo, però, è ancora Mazzanti con una volata di sacrificio a produrre il 4-2 di Chiarini, mentre Ramos Gizzi continua ad essere protagonista contro la squadra cui è più legato: stavolta in seconda ci arriva e dopo un singolo.

 il c.t. Marco Mazzieri, Infante e Maestri. Ratti
Sofferenza e supplementari — Ma la sofferenza continua: il sanmarinese Vasquez ci punisce col fuoricampo a sinistra del 3-4. E ancora Vasquez nell’ultimo attacco, con 2 uomini in base e contro i lanci del rilievo Panerati, batte una rimbalzante centrale che consente a Lara di pareggiare a 2 out dalla fine. Servono i supplementari, con la formula del tie-break (si gioca con 2 uomini subito in base, Ambrosino e Infante). Granato fa avanzare i corridori con un «bunt», Chiarini subisce lo strikeout, a Ramos Gizzi viene concessa la base, e il destino passa di nuovo per la mazza di Beppe Mazzanti, la cui valida vale 2 punti (6-4). All’inferno e ritorno, è una partita mozzafiato, e ora sotto la pioggia. L’interno-slugger nettunese somma 4 punti battuti su 6. I venezuelani ripartono con Lara e Sivira corridori, Pugliese colpisce Cardona e scende dal monte. Partita sospesa prima che D’Amico effettui i lanci di riscaldamento. Dopo mezz’ora di stop, si gioca a basi piene e zero out per il Venezuela che deve recuperare 2 punti ma può risolvere il match e la qualificazione al secondo turno. Al box il sanmarinese avversario, William Vasquez, eliminato in fly dal compagno di club, Granato. D’Amico regala la base ad Acuna (6-5), si presenta il ph Rivas, e intanto su lancio pazzo i venezuelani pareggiano. Spunta dal box Rivas, utilizzato come pinch-hitter: è la linea che vale il 7-6 venezuelano. Finisce così, una partita incredibile. Finisce così, rocambolescamente, il Mondiale azzurro.

Il bilancio — Mazzieri commenta a botta calda: “I ragazzi hanno dato tutto, ma in quest’ultima decisiva partita non hanno eseguito alcune cose che ci avrebbero fatto vincere. La partita non l’abbiamo persa al decimo inning, ma quando non abbiamo saputo tenere il vantaggio più volte prima. Contro squadre di questo calibro non puoi concederti nessuna esitazione o errore, nè in difesa ma soprattutto sul monte e in attacco. Sì, questa eliminazione, dopo aver giocato contro tutte allo stesso livello, mi brucia. E’ la conclusione di un ciclo dopo 4 anni di soddisfazioni. Bisognerà ripensare a mente fredda per pianificare e rinnovare un gruppo che è stato fantastico. Con i ragazzi bisogna avere pazienza. Do 10 alla squadra per la volontà e 4 per la scaltrezza”. E il presidente federale Riccardo Fraccari dà fiducia a Mazzieri, che nel 2010 ha vinto l’oro europeo e ottenuto il bronzo agli Intercontinentali: “Diamogli il tempo di far crescere i giovani, uscire così non è un dramma, sono altre le squadre bocciate, non noi”

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